Il problema: digitalizzato, ma chiuso in un disco
Molti enti hanno già investito nella digitalizzazione: fondi fotografici, manoscritti, periodici locali, manifesti, registri. Poi le scansioni restano su un disco di rete o su un CD-ROM, descritte in un foglio di calcolo che conosce una sola persona. Nessuno le vede, nessuno le cita, e a ogni cambio di tecnologia il rischio di perderle aumenta.
Le alternative commerciali costano licenze annuali e tengono i tuoi oggetti dentro un formato proprietario: se smetti di pagare, la collezione sparisce dal web.
La soluzione: Omeka
Omeka è la piattaforma open source per la pubblicazione di collezioni digitali adottata da biblioteche, archivi e musei in tutto il mondo. Nasce in ambiente universitario e viene sviluppata da una comunità attiva: è software libero, i dati restano tuoi e in formati standard. Esiste in due versioni, Omeka Classic e Omeka S: le installiamo, le personalizziamo e le assistiamo entrambe.
Cosa permette di fare, in entrambe le versioni:
- Catalogare gli oggetti digitali con metadati a standard (Dublin Core in primo luogo), esportabili e riusabili.
- Pubblicare immagini, documenti, audio e video con le relative schede e i file originali o le loro derivate.
- Costruire mostre virtuali e percorsi tematici, dall’interfaccia di amministrazione e senza scrivere codice.
- Dialogare con il resto del patrimonio: esportazione via OAI-PMH e API, raccolta da parte di portali di ricerca come VuFind.
Omeka Classic o Omeka S? Le differenze
Non sono due versioni dello stesso programma, ma due prodotti distinti della stessa comunità, con basi di codice separate e sviluppo parallelo.
Omeka Classic (dal 2008) è il progetto storico: un’installazione, un sito. Gli oggetti si descrivono in Dublin Core con tipi di elemento predefiniti, le mostre si costruiscono con il plugin Exhibit Builder e un catalogo di plugin maturi copre le esigenze più comuni (import da CSV, mappe e linee del tempo con Neatline, pagine semplici, raccolta di contributi dal pubblico). È più leggero da amministrare e più immediato da imparare: la scelta naturale per un singolo progetto gestito da poche persone.
Omeka S (dal 2017) è pensato per le istituzioni: un’installazione, molti siti, ciascuno con la sua grafica, i suoi oggetti e i suoi permessi. I metadati sono linked data: oltre a Dublin Core si usano altri vocabolari standard, con modelli di risorsa per campo e relazioni fra oggetti, persone, luoghi. Ha il supporto IIIF integrato, un’API REST completa e moduli per import da CSV, mappe, raccolta dal pubblico, OAI-PMH. Richiede un po’ più di cura nella progettazione del modello descrittivo, ma ripaga quando le collezioni sono molte, i metadati vanno condivisi con altri sistemi o le immagini ad alta risoluzione sono al centro del progetto.
In sintesi:
| Omeka Classic | Omeka S | |
|---|---|---|
| Siti per installazione | uno | molti |
| Metadati | Dublin Core, tipi di elemento | linked data, più vocabolari, modelli di risorsa |
| Immagini ad alta risoluzione | plugin IIIF | IIIF integrato |
| Mostre | plugin Exhibit Builder | pagine a blocchi |
| Estensioni | plugin | moduli |
| Adatto a | un progetto, un gruppo piccolo | più collezioni, più enti, integrazioni |
Da un’installazione Classic si può migrare a Omeka S con il modulo di importazione ufficiale; se Classic basta, resta una scelta valida e tuttora mantenuta.
Cosa include il nostro servizio
- Analisi del materiale e scelta della versione — censiamo scansioni, formati, metadati esistenti e diritti d’uso, definiamo il modello descrittivo e scegliamo insieme fra Classic e S.
- Installazione e hosting — Omeka, plugin o moduli e visualizzatore IIIF su server dell’ente o in hosting gestito, con backup.
- Preparazione e import massivo — derivate per il web dagli originali (anche da formati vecchi o insoliti), metadati da fogli di calcolo o cataloghi, caricamento via CSV o API con controlli e ripresa degli import interrotti.
- Personalizzazione — tema grafico con l’identità dell’ente, lingua italiana, cura dell’accessibilità (WCAG).
- Migrazione da Omeka Classic a Omeka S, quando serve: oggetti, collezioni e file con il modulo di importazione, mostre ricostruite.
- Formazione — per chi cataloga e per chi cura le mostre, in modo che l’ente sia autonomo.
- Assistenza continuativa — aggiornamenti, monitoraggio, nuovi import e supporto.
Tempi tipici
In via indicativa: un sito con una collezione già descritta è online in 3–5 settimane, con Classic verso il basso della forchetta. Quando le scansioni vanno preparate e i metadati puliti o ricostruiti, è quel lavoro a fare la differenza e viene stimato dopo l’analisi del materiale.
Quanto costa
Nessuna licenza da pagare, oggi e domani, con nessuna delle due versioni: il costo è solo nei servizi, e dipende dal volume e dallo stato di partenza del materiale. Dopo l’analisi ricevi un preventivo dettagliato. Omeka si abbina naturalmente a VuFind, che rende le collezioni cercabili insieme al catalogo, e a Koha: i progetti possono essere pianificati insieme.